Eva Green: «Anticonformista sul set: seguo la lezione di Bertolucci»

L’attrice francese è Milady nel nuovo capitolo de «I tre moschettieri» diretto da Martin Bourboulon: «È lei il centro della storia, è una protofemminista»

di Stefania Ulivi

L’attrice francese Milady nel nuovo capitolo de I tre moschettieri diretto da Martin Bourboulon: lei il centro della storia, una protofemminista

Il pericolo il suo mestiere. Eva Green, lanciata nel 2003 da Bernardo Bertolucci con il ruolo di Isabelle in The Dreamers (Forse perch era l’esordio, resta una delle mie esperienza pi belle) non si mai tirata indietro rispetto alle sfide di personaggi come Sibilla di Gerusalemme per Ridley Scott (Le crociate), la Vesper Lynn che fa perdere la lucidit al Bond di Daniel Craig in Casino royale, la strega Angelique per Tim Burton in Dark Shadows, le eroine dei fumetti Artemisia e Ava Lord (300 e Sin City).
Diverse sfumature di femme fatale. Lo anche la sua Milady, nel nuovo capitolo de I tre moschettieri diretto da Martin Bourboulon?

Milady un camaleonte, si adatta a seconda di chi si trova di fronte. Per un’attrice un invito a nozze. In questo secondo film lei al centro della storia, possiamo capire cosa l’inquieta, scoprire i suoi demoni, le sue ferite. Forse nel passato ha avuto una famiglia… Se faremo un altro film magari esploreremo la sua storia. Ma gi qui emerge qualcosa che non si mai visto nelle versioni precedenti del classico di Dumas padre. unica, pu sedurre o uccidere per ottenere quello che vuole, senza rimorsi per quello che fa. C’ qualcosa di letale in lei. Ma non fa il male per il gusto di farlo, non lo avrei accettato. E non mi sarei divertita cos tanto. un ruolo iconico ma pieno di sfumature. Va oltre il clich della femme fatale.

Le sembra un personaggio attuale?

molto avanti con i tempi, molto libera, non ha paura di nulla. Una specie di protofemminista. Trovo abbia anche qualcosa di maschile. sola, se ne frega delle convenzioni. Sa ferire con la dialettica non solo con la spada. All’epoca alle donne si chiedeva di limitarsi a essere oggetti magnifici, lei esprime la sua libert e ne paga un prezzo. Una combattente.

Alexandre Dumas pi che mai popolare: la vostra saga, un nuovo film e una serie da Il Conte di Montecristo. I suoi eroi sono i Marvel francesi?

In un certo senso s. Se fosse vivo, Dumas oggi sarebbe un bravissimo regista, ne sono sicura, un po’ alla Spielberg. La sua scrittura molto visionaria, piena di senso di avventura, divertente. Ricordo la prima volta che ho letto Il conte di Montecristo: non potevo smettere. Ne vado fiera, parte della nostra cultura. una storia cos francese che mi stupisco del fascino che esercita sul pubblico di tutto il mondo. Il motivo che veramente universale.

Lei francese eppure viene percepita come anglosassone.
vero. Vorrei fare pi film in Francia. Non sempre pensano a me perch vivo a Londra, il mio cognome confonde perch Green sembra inglese. Proxima,con cui ho vinto un Csar, era un film molto francese, spero che qualche regista francese pensi a me.

Ci sono state molte Milady prima della sua. Confronti?

La saga ha avuto tanti adattamenti, Milady stata interpretata da attrici stupende: Lana Turner, la vostra Lisa Gastoni. Ma il nostro adattamento diverso. I tre moschettieri un testo classico, si basa su valori precisi: onore, coraggio, amicizia. Sfidano la morte, sono veri eroi. Noi mostriamo quanto siano umani. Nel nostro adattamento sono persone reali, sensibili, non hanno paura di mostrare le loro debolezze e i loro tormenti. Non uomini tutti di un pezzo. E non donne belle statuine. Anche la Regina interpretata da Vicky Krieps magnifica. Normalmente, diciamolo, un ruolo piuttosto noioso. E Milady una sopravvissuta, vorrei avere io la sua forza.

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25 febbraio 2024 (modifica il 25 febbraio 2024 | 20:44)

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